Bacio

the-starry-night-1889

In cielo, luna nuova.
Lui, la pelle, nera; i capelli, neri corti; il maglione nero, i pantaloni neri.
Lei, le ciglia, nere lunghe; i capelli neri, lunghi; il nero negl’occhi.
Loro, sulla panchina, nella notte.
“Vedi,” dice lui, “la luna?”
“Non credo,” dice lei “che si possa.”
Sulla panchina, nella notte, il cielo umido di stelle.
Sotto, l’erba umida, di stelle. Se le guardassero gli brucerebbe il cuore.
“Alioth,” dice lui, “Dubhe, Alioth Benetnash.”
“Cosa,” dice lei, “dici?”
“Algeiba,” dice lui, “Zosma, Elased Australis, Ras Elased Borealis… Puoi crederci, dico, a quel che sono? Se le, penso, pensassimo, ci brucerebbero, Dhruva Tara, il cuore.”
Il cuore, loro, sulla panchina, nella notte, ansima forte.
Lui, la pelle, nera; i capelli, neri corti; il braccio, nel buio, sulle spalle di lei.
Lei, le ciglia, nere lunghe; i capelli neri, sulla spalla di lui; la mano, nella mano di lui.
“Non hai,” dice lui, “freddo?”
“Penso,” dice lei, “non dovevo lasciarli, credo, a casa.”
“Non hai,” dice lui, “sonno?”
“Il buio,” dice lei, ”è alto. Tra poco è, sai, il mio compleanno.”
Nella mano di lui, un umido tepore.
Nel cielo le figure, manta tritone nautilus celacanticchierina girandola per bambino, ondeggiano nel ribollire del cosmo.
Sotto, il mare umido, di nebulose: cerchio quadro triangolo spirale esplosione supernova protoplanetaria.
“Cosa,” dice lui, “facciamo, dopo?”
“Forse,” dice lei,” si dovrebbe tornare, dico, a casa… Com’è calda la tua mano! Mi guardi, com’è strano, come una fonte, notturna, umidità di stelle; ma noi, ora, andiamo?”
“Senti,” dice lui, “le campane? È mezzanotte, è, il tuo, compleanno.”
In cielo, risuono di campane.
Lui, il maglione nero, i pantaloni neri; le labbra, sulla fronte di lei.
Lei, Dhruva Tara, il cuore che brucia.
Loro, sulla panchina, la notte, il loro filo rosso che risuona.
“E se,” dice lui, “volessi?”
“Non credo,” dice lei, “che si possa.”
Il filo rosso, loro, sulla panchina, nella notte, che risuona.
Lui, le labbra, sulla fronte di lei, si china, la notte negli occhi.
Lei, il cuore che brucia.
“E se,” dice lui, “facessi?”
“Non credo,” dice lei “che sì.”
Intersezione di orbite.
La nottola incidenta, all’ombra del lampione, col moscerino.
Lui, la pelle, nera; lei, i capelli neri, lunghi. Le labbra.

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